mercoledì 19 febbraio 2014

LA REGIONE FRIULI / JULIA SECONDO LA SOCIETA' GEOGRAFICA ITALIANA

Ne “Il riordino Territoriale dell’Italia”, la Società Geografica Italiana rinomina “Friuli / Julia” una delle 31 o 36 regioni che, in base a uno studio multidisciplinare, propone di istituire per il superamento contestuale delle attuali regioni e province.

Sia nell’ipotesi a 31 che in quella a 36, la Regione Friuli / Julia rimane invariata entro i confini attuali. Cambiano le partizioni interne, secondo l’articolazione in Aree metropolitane, Polarità urbane e Comunità Territoriali proposte nello studio.

Lo studio e le proposte si possono condividere o meno, ma hanno il merito di portare degli elementi concreti e innovativi nel dibattito in corso per il riordino territoriale italiano. Si riporta integralmente il paragrafo riguardante la regione FVG.

Friuli / Julia Regione policentrica

Il mantenimento dell’estensione dell’attuale Regione è giustificato dalla posizione geografica, dall’esiguità demografica, dalla netta differenziazione interna, dalla presenza su tre dei quattro lati di chiari limiti sia naturali (il mare a sud) che politici (le repubbliche di Austria e di Slovenia rispettivamente a Nord e ad Est, con le quali non è prevedibile alcuna integrazione amministrativa transfrontaliera).

La morfologia e le vicende storiche hanno portato a una netta distinzione in due parti. Quella superiore, montana, con una ridotta popolazione (circa un ventesimo del totale regionale), è più vasta del distretto territoriale di Tolmezzo, inglobando le area comprese nelle Prealpi Carniche (oggi nella provincia pordenonese) e nelle Prealpi Giulie (al confine con la Slovenia), e mostra limitate capacità produttive e forte contrapposizione con il resto del territorio (in misura tale che se le vie di comunicazione lo consentissero potrebbe costituire l’estremità orientale della regione 11).

Quella inferiore, diffusa tra le colline, la piana e la fascia costiera, si delinea come un vasto corridoio – coincidente con l’area di collegamento tra il nord Italia e l’Europa centro orientale – al cui interno i sistemi locali si sono sviluppati con una forte apertura verso (ma anche dipendenza da) l’esterno, in particolare in direzione occidentale, verso le zone del Veneto, quindi Conegliano e Portogruaro.

L’elaborazione di un’amministrazione policentrica, centrata sui poli di Tolmezzo, Pordenone, Udine e Trieste trova ulteriore giustificazione nell’assenza di poli urbani trainanti (due sole città sopra i 100 mila abitanti, cui seguono quattro con popolazione compresa tra le 20 e le 50 mila unità), nella rete infrastrutturale interna – sviluppata prevalentemente nella sola parte inferiore – nei percorsi di sviluppo del secondo Novecento, nella nuova situazione geopolitica e – infine - nell’esigenza di superamento dell’anacronistica contrapposizione tra Friuli e Venezia Giulia.

Tra i problemi emersi si cita, per la Regione Friuli / Julia la possibile aggregazione del Portogruarese. (tratto da “Il Riordino Territoriale dell’Italia” a cura della SGI).


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