Ne “Il riordino Territoriale dell’Italia”,
la Società Geografica Italiana rinomina “Friuli / Julia” una delle 31 o 36
regioni che, in base a uno studio multidisciplinare, propone di istituire per
il superamento contestuale delle attuali regioni e province.
Sia nell’ipotesi a 31 che in
quella a 36, la Regione Friuli / Julia rimane invariata entro i confini
attuali. Cambiano le partizioni interne, secondo l’articolazione in Aree metropolitane, Polarità
urbane e Comunità Territoriali proposte nello studio.
Lo
studio e le proposte si possono condividere o meno, ma hanno il merito di portare
degli elementi concreti e innovativi nel dibattito in corso per il riordino
territoriale italiano. Si riporta integralmente il paragrafo riguardante la
regione FVG.
Friuli / Julia –
Regione policentrica
Il mantenimento dell’estensione
dell’attuale Regione è giustificato dalla posizione geografica, dall’esiguità
demografica, dalla netta differenziazione interna, dalla presenza su tre dei
quattro lati di chiari limiti sia naturali (il mare a sud) che politici (le
repubbliche di Austria e di Slovenia rispettivamente a Nord e ad Est, con le
quali non è prevedibile alcuna integrazione amministrativa transfrontaliera).
La morfologia e le vicende storiche
hanno portato a una netta distinzione in due parti. Quella superiore, montana,
con una ridotta popolazione (circa un ventesimo del totale regionale), è più vasta
del distretto territoriale di Tolmezzo, inglobando le area comprese nelle
Prealpi Carniche (oggi nella provincia pordenonese) e nelle Prealpi Giulie (al
confine con la Slovenia), e mostra limitate capacità produttive e forte
contrapposizione con il resto del territorio (in misura tale che se le vie di
comunicazione lo consentissero potrebbe costituire l’estremità orientale della
regione 11).
Quella inferiore, diffusa tra le
colline, la piana e la fascia costiera, si delinea come un vasto corridoio –
coincidente con l’area di collegamento tra il nord Italia e l’Europa centro
orientale – al cui interno i sistemi locali si sono sviluppati con una forte
apertura verso (ma anche dipendenza da) l’esterno, in particolare in direzione
occidentale, verso le zone del Veneto, quindi Conegliano e Portogruaro.
L’elaborazione di un’amministrazione
policentrica, centrata sui poli di Tolmezzo, Pordenone, Udine e Trieste trova
ulteriore giustificazione nell’assenza di poli urbani trainanti (due sole città
sopra i 100 mila abitanti, cui seguono quattro con popolazione compresa tra le
20 e le 50 mila unità), nella rete infrastrutturale interna – sviluppata
prevalentemente nella sola parte inferiore – nei percorsi di sviluppo del
secondo Novecento, nella nuova situazione geopolitica e – infine - nell’esigenza
di superamento dell’anacronistica contrapposizione tra Friuli e Venezia Giulia.
Tra i problemi emersi si cita, per la
Regione Friuli / Julia la possibile aggregazione del Portogruarese. (tratto da “Il
Riordino Territoriale dell’Italia” a cura della SGI).
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